La persona che è per me fonte d’ispirazione non mi delude mai.

Ogni volta che vado a trovarla torno sempre a casa piena. Non piena di cose materiali, ma piena dentro. E’ molto diverso.

Durante il viaggio in macchina per rientrare in città ripenso ai nostri dialoghi e la mia mente gode ancora pienamente degli stimoli ricevuti in quelle poche ore. Si susseguono riflessioni, pensieri e poi un’immediata voglia di scrivere per poter catturare all’istante quelle idee che fugacemente si formano e si trasformano nella mia testa.

Ma sono in macchina: non posso prendere appunti.

Capita così che talvolta mi ritrovo a scrivere la sera tardi. Perché sebbene una volta a casa rientri nella routine quotidiana, un particolare stato d’animo mi pervade e mi accompagna fino a sera. Una parte di me gode di un senso di pace assoluto, un’altra invece scalpita, agitata da pensieri che lottano per uscire ed essere messi nero su bianco.

Questa è una di quelle sere dove non riesco a tenerli buoni, i pensieri. E allora prendo carta e penna.

L’argomento di stasera è proprio lei: la mia fonte d’ispirazione.

Ovviamente lei non sa di esserlo.

Ad essere sincera l’ho scoperto solo oggi anch’io.

Se condividessi con lei questa mia nuova consapevolezza non ci crederebbe mai. Sicuramente riderebbe convinta che io stia giocosamente scherzando. E di certo direbbe che è troppo vecchia per esserlo.

Non per me però.

E’ difficile crederlo, ma la mia fonte d’ispirazione ha compiuto da poco 98 anni.

E il mio intento è quello di raccogliere qui le storie e le riflessioni che nei nostri incontri lei mi ispira.