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Stupore senza tempo…

(Matita su carta, Dimensioni 15×20)

“Impariamo a trovare il tutto nel nulla, con lo stupore unico di un bimbo”

(Andrea Zirilli)

RacingArt…

Matita su Carta (Dimensioni 20×25)

La Ferrari

“I dettagli fanno la Differenza, e la Perfezione non è un Dettaglio”

(Leonardo Da Vinci)

La Ghirlandina

(Matita su carta, Dimensioni 20×25)

Con la sua bianca eleganza si innalza nel cielo di Modena la Ghirlandina, l’antica torre campanaria di quasi 90 metri di altezza, da tempo immemorabile simbolo della città.

Una torre che fin dalle sue origini ha dominato la storia e la vita dei suoi abitanti: il suono delle sue campane infatti scandiva i tempi della realtà cittadina, segnalava l’apertura delle porte della cinta muraria e fungeva da richiamo per la popolazione in situazioni di pericolo.

Ancora oggi ogni modenese serba nel cuore un forte legame con la bianca torre campanaria.

 

Cenni storici:

Di pianta quadrata, la torre ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli: sappiamo che intorno al 1160 arrivava all’altezza di 11 metri, mentre tra il 1167 e il 1184 la costruzione raggiunge il quinto piano sormontato da quattro torrette angolari. Nel 1261 si completa il sesto piano, inglobando le torrette e solo nel 1319 la torre viene terminata e ulteriormente innalzata con l’aggiunta della cuspide ottagonale di gusto prettamente gotico, in origine ornata da numerose guglie, realizzata su disegno di Enrico da Campione.

La Ghirlandina (o Ghirlandèina in dialetto modenese) deve il suo nome proprio per il doppio giro di balaustre che incoronano la guglia sommitale.

 

Curiosità:

Al suo interno troviamo la Sala della Secchia, luogo un tempo adibito ad archivio comunale, dove erano conservati atti pubblici, forzieri e oggetti di alto valore simbolico come anche le reliquie e l’argenteria appartenenti al Duomo. In seguito questa sala ha ospitato e conservato la celebre Secchia rapita (ora esposta in copia), simbolo di orgoglio cittadino, oggetto di contesa tra modenesi e bolognesi nella storica battaglia di Zappolino (1325), resa celebre dall’omonimo poema di Alessandro Tassoni.

Questa sala presenta l’unico vano interamente affrescato da decorazioni trecentesche di gusto gotico. La volta appare come un cielo stellato, mentre alle pareti gli affreschi imitano l’uso di tessuti pregiati in voga nelle dimore nobiliari.

Al quinto piano della torre si arriva alla Camera dei Torresani un tempo abitata dai custodi della torre, addetti all’avvistamento e allo scandire dei diversi momenti civici. Qui si possono ammirare due importanti capitelli che presentano l’uno decorazioni di tema spirituale, mentre l’altro di natura civile, complementarietà che è in linea con il valore della torre.

 

Dalla sua sommità è possibile godere dello spettacolare paesaggio della città di Modena, lo spiccare delle tegole rosse dei tetti e delle piccole torrette nascoste che sovrastano i tetti di alcune abitazione del centro storico.

Michael Schumacher

(Matite Acquarellabili, Dimensioni 15×20, Carta 220gr)
Michael Schumacher

(Hürth3 gennaio 1969) è un ex pilota automobilistico tedesco, il più vincente campione della Formula 1 e uno dei più grandi automobilisti sportivi di tutti i tempi.[1] Ha conquistato 7 titoli mondiali: i primi due con la Benetton (1994 e 1995) e successivamente cinque consecutivi con la Ferrari (20002001200220032004).

Soprannominato Kaiser,[2][3] Schumacher detiene gran parte dei record della Formula 1 avendo conseguito, oltre ai titoli iridati, anche il maggior numero di Gran Premi vinti, di giri veloci in gara e di hat trick — ovvero pole position, vittoria e giro più veloce nella stessa gara. Fino al 13 ottobre 2013 Schumacher ha detenuto anche il record assoluto di punti in carriera, superato in quell’occasione da Fernando Alonso. In seguito altri quattro piloti hanno sorpassato tale record.[4] È stato anche primatista di pole position (68) dal 2006 al 2017, quando è stato sorpassato da Lewis Hamilton.[5] Dotato anche di grandi doti da collaudatore in grado di far crescere le proprie vetture, Schumacher è stato anche il primo tedesco a laurearsi campione del mondo di Formula 1[N 1] ed è stato l’icona più popolare nella Formula 1 fino al 2006, secondo un sondaggio della FIA.[6]

Il 12 ottobre 2003, vincendo il suo sesto mondiale, è diventato il più titolato pilota di Formula 1, superando il record di Juan Manuel Fangio, e nel 2004 ha marcato un ulteriore record vincendo il quinto titolo iridato consecutivo, il settimo in totale. Ritiratosi una prima volta alla fine del 2006, ha deciso di tornare a correre nella stagione 2010, a 41 anni, con la Mercedes, per poi ritirarsi definitivamente alla fine della stagione 2012.

Il 29 dicembre 2013 rimane gravemente ferito in un incidente sugli sci, a seguito del quale resta in coma farmacologico per diversi mesi.[7]